previous next
[2332]

La ne venimmo: e lo scaglion primaio
     Bianco marmo éra si pulito e terso,
Ch‘ io mi specchiava in esso, qual io paio
     Era'l secondo tinto, piu che perso,
D'una petrina ruvida ed arsiccia,
     Crepata per lo lungo e per traverse.
Lo terzo, che di sopra s'ammassiccia,
     Porfido mi parea si fiammegiante,
Come sangue che fuor di vena spiccia.
     Sopra questa teneva ambo le piante
L'angel di Dio, sedendo in su la soglia,
     Che mi sembiava pietra di diamante.
Per LI tre gradi su di buona voglia
     Mi trasse 'l duca mio, dicendo, chiedi
Umilmente che'l serrame scioglia.

Che luce è questa, e qual nuova beltate?
     Dicean tra lor; perch‘ abito si adorno
Dal mondo errante a quest ‘alto soggiorno
     Non sali mai in tutta questa etate.
Ella contenta aver cangiato albergo,
     Si paragona pur coi piu perfetti

Petrarca.


Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 United States License.

An XML version of this text is available for download, with the additional restriction that you offer Perseus any modifications you make. Perseus provides credit for all accepted changes, storing new additions in a versioning system.

hide Places (automatically extracted)

View a map of the most frequently mentioned places in this document.

Download Pleiades ancient places geospacial dataset for this text.

hide People (automatically extracted)
Sort people alphabetically, as they appear on the page, by frequency
Click on a person to search for him/her in this document.
Di Dio (1)
Dante (1)
hide Display Preferences
Greek Display:
Arabic Display:
View by Default:
Browse Bar: